Etimologia: dal latino
"a corno lungo", per la lunghezza dello sperone.
Distribuzione: mediterranea occidentale: Comunissima in
Sardegna dove è vicariante diAnacamptis
morio, presente in Sicilia.
Habitat: in vari ambienti, luminosi o a mezz’ombra. Dal livello del mare
fino a 1200 m di quota. In Sardegna la ritroviamo nelle pinete e negli
eucalipteti in riva al mare, nei pascoli e nelle garighe, nelle cunette e nelle
scarpatine di strade e ferrovie nei campi abbandonati e nei boschi.
Fioritura: le prime nel Sud della Sardegna nelle zone vicine al mare
iniziano a fiorire a Febbraio (abbiamo notizia di fioriture di singoli individui addirittura a metà
Gennaio) e in quota nelle nostre montagne troviamo fioriture fino agli inizi di
giugno.
E' l'orchidea spontanea più comune della Sardegna.
Fiorisce nello stesso habitat di Anacamptis papilionacea con la quale si ibrida con facilità.
Le foto che ho scelto, quasi tutte di fioriture del 2015, evidenziano i vari cromatismi assunti dagli esemplari di questa specie.
Capita spesso di trovare a contatto l'uno con l'altro, esemplari con colorazioni molto chiare o anche del tutto bianche con altre di colore viola molto scure.
Se siete interessati a cimentarvi col riconoscimento delle specie fotografate, potete farlo. Ho numerato tutte le foto e potete alla fine del post tra i commenti, scrivere le vostre proposte di riconoscimento.
Ho già scritto di Victor Jara in questo blog nel Settembre
del 2013, quarantesimo anniversario del suo assassinio, col titolo: “Te recuerdo Victor Jara”.
E nel settembre 2014
ho pubblicato la sua poesia: “Estadio de Chile” scritta poche ore prima della
sua morte.
Questa volta, invece, voglio pubblicare una sua canzone, che
se volete potete leggere in spagnolo con traduzione in italiano (ho lasciato i
nomi originali delle essenze botaniche e degli animali citati aggiungendo una spiegazione
nelle note). E se volete potete ascoltare, (link):
Una canzone/una poesia che parla della vita e del lavoro di
una donna Mapuche, che parla della semplice vita di questo popolo, che parla di
natura, di piante e di animali strettamente connessi alla vita.
Una canzone profondamente ecologica scritta da Victor Jara
nel 1969. Ho risentito le sue note e la voce di Victor con profonda gioia ma anche
con una grande tristezza e un’infinita rabbia pensando a come i militari cileni, fascisti traditori del loro popolo, abbiano potuto massacrare un cantante, un
poeta così mite e profondo come Victor Jara.
Angelita Huenumán
En el valle
de Pocuno
donde rebota el viento del mar
donde la lluvia cría los musgos
vive Angelita Huenumán.
Entre el mañío y los hualles
el avellano y el pitrán
entre el aroma de las chilcas
vive Angelita Huenumán.
Cuidada por cinco perros
un hijo que dejó el amor
sencilla como su chacrita
el mundo gira alrededor.
La sangre roja del copihue
corre en sus venas Huenumán
junto a la luz de una ventana
teje Angelita su vida.
Sus manos bailan en la hebra
como alitas de chincol
es un milagro como teje
hasta el aroma de la flor.
En tus telares, Angelita,
hay tiempo, lágrima y sudor
están las manos ignoradas
de éste, mi pueblo creador.
Después de meses de trabajo
el chamal busca comprador
y como pájaro enjaulado
canta para el mejor postor.
Entre el
mañío y los hualles
el avellano y el pitrán
entre el aroma de las chilcas
vive Angelita Huenumán.
Angelita Huenumán
Nella valle
di Pocuno
dove risoffia il vento del mare
dove la pioggia fa nascere muschi
vive Angelita Huenumán.
Tra il mañío1 e gli hualles2
il nocciolo e il pitrán3
tra il profumo delle chilcas4
vive Angelita Huenumán.
Guardata da cinque cani
un figlio lasciato dall'amore
semplice come la sua capanna
il mondo le gira intorno.
Il sangue rosso del copihue5
scorre nelle sue vene, Huenumán
accanto alla luce di una finestra
tesse Angelita la sua vita.
Le sue mani ballano tra i fili
come le alette di un chincol6
è un
miracolo come tesse
anche il profumo di un fiore.
Nei tuoi telai, Angelita,
c'è il tempo, lacrime e sudore,
sono le mani ignorate
di questo, mio popolo creatore.
Dopo mesi di lavoro
il chamal7 cerca compratore
e come un uccello ingabbiato
canta per il miglior offerente.
Tra il mañío e gli hualles
il nocciolo e il pitrán
tra il profumo delle chilcas
vive Angelita Huenumán.
1 - mañío è il nome volgare usato in Cile di una conifera
del Cile e dell'Argentina:
Saxogothaea conspicua, conosciuta volgarmente come Cipresso Principe Alberto
2 - hualles sono gli alberi di: Nothofagus obliqua, pianta caducifoglia presente nelle
zone temperate del Cile e dell'Argentina
3 - pitrán = Alerce è un albero perenne Fitzroya
cupressoidesdell’alta cordigliera
delle Ande
4 - chilca è il nome di diversi arbusti tra i quali: Baccharis salicifolia e Fuchsia
magellanica dell'America, dal Sud degli U.S.A. fino al Cile e all'Argentina
5 - copihue è una pianta rampicante perennifoglia: Lapageria rosea endemica del Cile,
protetta perché a rischio estinzione fin dal 1971, fa un bellissimo fiore rosso
6 - chincol è un uccello tropicale del continente americano
7 - chamal è una vestitura degli indios Mapuche di forma squadrata, utilizzata come