mercoledì 12 ottobre 2016

Funghi Ottobre 2016 (Gioco - 1)





Queste 35 sono una parte delle foto che ho scattato in questa prima decade del mese ai funghi nei boschi della Sardegna Centro-Occidentale.

Propongo un bel gioco per chi volesse approfondire la conoscenza dei funghi:

Ho numerato le foto da 1 a 35 e qui sotto c'è l'elenco delle specie con i nomi alla rinfusa.

I nomi sono inferiori di numero perché di qualche specie c'è più di una foto. 

Mi sono sforzato di aggiornarli tenendo conto delle ultime revisioni nomenclatoriali, spero di esserci riuscito altrimenti mi perdonerete.

Il gioco consiste nell'abbinare il nome della specie al numero della foto.

Se volete potete mandarmi i vostri risultati alla mail francosotgiu@virgilio.it risponderò a tutte/i.

(Se la cosa funziona ci sara anche una seconda parte)



Elenco delle specie proposte:

Suillus granulatus - Lanmaoa fragrans - Phaeolus schweinitzii - Boletus subtomentosus - Paxillus involutus - Crucibulum laeve - Butyroboletus regius - Hypholoma fasciculare - Amanita rubescens - Baorangia emileii - Gymnophilus junonis - Russula ilicis - Boletopsis leucomelaena - Mycena pura - Limacella illinita - Clitopilus cystidiatus - Amanita crocea var. subnudipes - Mycena renati - Russula grisea - Boletus aereus - Paxillus panuoides - Cortinarius herculeus - Amanita pantherina - Boletus reticulatus - Oudemansiella longipes - Rubroboletus rhodoxanthus - Lactarius zonarius - Infundibulicybe mediterranea

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domenica 18 settembre 2016

Un fiore tra l'asfalto

da A flor e a Náusea di Carlos Drummond de Andrade





Uma flor nasceu na rua!
Passem de longe, bondes, ônibus, rio de aço do tráfego.
Uma flor ainda desbotada
ilude a polícia, rompe o asfalto
Façam completo silêncio,
paralisem os negócios,
garanto que uma flor nasceu.
Sua cor não se percebe.
Suas pétalas não se abrem.
Seu nome não está nos livros.
É feia.
Mas é realmente uma flor.
É feia.
Mas é uma flor.
Furou o asfalto, o tédio, o nojo e o ódio.





Un fiore tra l'asfalto  

Un fiore è nato nella strada!
Passate al largo, tram, autobus, fiume d'acciaio del traffico.
Un fiore ancora scolorito
elude la polizia, fora l'asfalto.
Fate silenzio, fermate tutti gli affari,
vi assicuro che è nato un fiore.
Il suo colore non si percepisce.
I suoi petali non si aprono.
Il suo nome non si trova nei libri.
È brutto.
Ma è un fiore.
È riuscito a sfondare l'asfalto,
il tedio,
lo schifo
e l'odio.




giovedì 8 settembre 2016

Mariposas: Monarca africano (Danaus chrysippus)




Si dice che sia stata la prima farfalla ad essere raffigurata nell’arte, l’immagine di Monarca africano appare infatti in un affresco egiziano di 3500 anni fa ritrovato a Luxor.
In Italia fino a qualche decennio fa non veniva segnalata, negli ultimi anni, invece, probabilmente a causa del riscaldamento globale notevoli colonie della specie si sono insediate nel meridione d’Italia, in Sicilia e nella nostra Isola.
Fa parte delle specie tossiche per i predatori. Questo dato ci viene segnalato dai cromatismi molto vivaci e appariscenti, i bruchi si nutrono di piante ricche di alcaloidi velenosi perciò sono per i predatori a loro volta velenosi. Questo fatto gli consente di vivere in relativa tranquillità il suo stadio da bruco e di volare quindi con relativa libertà. Il suo vivacissimo colore arancione e il modo di volare, vicino al suolo e in linea retta permette a chi va a caccia di cibo di evitare questo insetto. Molti imparano a loro spese a non assaggiare più queste farfalle che a causa degli alcaloidi provocano in chi le ingerisce crisi di vomito e malessere.
Anche altre farfalle, commestibili, hanno per salvarsi, sviluppato la capacità di imitare i suoi colori. Questa tecnica di difesa è chiamata mimetismo batesiano.

Classe: Insecta
Ordine: Lepidoptera
Famiglia: Nymphalidae
Sottofamiglia: Danainae
Tribù: Danaini
Genere: Danaus
Specie: Danaus chrysippus



Monarca africano (Danaus chrysippus)  - Foto Settembre 2016 scattate ad Arborea e a Santa Giusta 














































sabato 6 agosto 2016

La bambina di Hiroshima (Nâzım Hikmet)








Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.
Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.
Ne avevo sette, allora: anche adesso ne ho sette
perché i bambini morti non diventano grandi.
Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.
Un pugno di cenere, quella sono io
poi anche il vento ha disperso la cenere.
Apritemi, vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso,
non chiedo neanche lo zucchero, io,
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.
Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero. 

Nâzım Hikmet, Poesie, Editori Riuniti