mercoledì 27 febbraio 2019

Lettera al signor Futuro


di Eduardo Galeano




Spettabile signor Futuro
Con la mia maggiore considerazione:


le scrivo questa lettera per chiederle un favore. Ho la speranza che saprà scusare il disturbo.

No, non si spaventi, non è che voglio incontrarla. Lei deve essere un signore molto impegnato, ci saranno così tante persone che vorranno avere il piacere, ma io no. Quando qualche zingara mi prende la mano, per leggere il futuro, scappo correndo alla disperata prima che possa commettere tale crudeltà.

E ciò nonostante, misterioso signore, lei è la promessa che i nostri passi proseguano inseguendo un senso e un destino. Ed è questo mondo, questo e non un altro mondo, il luogo dove lei ci aspetta. A me, e ai molti altri che non credono negli dei che promettono altre vite nei lontanissimi hotel dell'Aldilà.

E qui sta il problema, signor Futuro. Stiamo perdendo il mondo. I violenti lo prendono a calci, come se fosse una palla. I signori della guerra ci giocano, come se fosse una bomba a mano; e quelli voraci lo spremono, come se fosse un limone. A questo ritmo, temo, prima o poi il mondo potrebbe non essere altro che un sasso morto che gira nello spazio, senza terra, senza acqua, senza aria e senza anima.

È di questo che si tratta, signor Futuro. Io le chiedo, noi le chiediamo di non farci sfrattare. Per restare, per essere, abbiamo bisogno che lei rimanga, che lei continui ad essere. Che lei ci aiuti a difendere la sua casa, che è la casa del tempo.

Faccia questo atto temerario, per favore. Per noi e per gli altri: gli altri che verranno domani, se mai avremo un domani.

Le porgo i più cordiali saluti,

Un terrestre


*****


Carta al señor Futuro
de Eduardo Galeano



Montevideo 5  de octubre 2004



Estimado señor Futuro, 

De mi mayor consideración: 

Le estoy escribiendo esta carta para pedirle un favor. Usted sabrá disculpar la molestia. 

No, no tema, no es que quiera conocerlo. Ha de ser usted un señor muy solicitado, habrá tanta gente que querrá tener el gusto, pero yo no. Cuando alguna gitana me atrapa la mano, para leerme el porvenir, salgo corriendo a la disparada antes de que ella pueda cometer semejante crueldad. 

Y sin embargo usted, misterioso señor, es la promesa que nuestros pasos persiguen queriendo sentido y destino. Y es este mundo, este mundo y no otro mundo, el lugar donde usted nos espera. A mí, y a los muchos que no creemos en los dioses que nos prometen otras vidas en los lejanísimos hoteles del Más Allá. 

Y ahí está el problema, señor Futuro. Nos estamos quedando sin mundo. Los violentos lo patean, como si fuera una pelota. Juegan con él los señores de la guerra, como si fuera una granada de mano; y los voraces lo exprimen, como si fuera un limón. A este paso, me temo, más temprano que tarde el mundo podría no ser más que una piedra muerta girando en el espacio, sin tierra, sin agua, sin aire y sin alma. 

De eso se trata, señor Futuro. Yo le pido, nosotros le pedimos, que no se deje desalojar. Para estar, para ser, necesitamos que usted siga estando, que usted siga siendo. Que usted nos ayude a defender su casa, que es la casa del tiempo. 

Háganos esa gauchada, por favor. A nosotros y a los otros: a los otros que vendrán después, si tenemos después.

Lo saluda atentamente,

Un terrestre 

mercoledì 2 gennaio 2019

Ammentos (2018) - Ricordi di un anno





I miei ricordi fotografici del 2018 appena trascorso riportati cronologicamente al loro esatto periodo. Un mese, una foto: quella che ho ritenuto più significativa. 
Sembra strano anche a me che per alcuni mesi la scelta sia stata controcorrente rispetto ai soggetti che in tali mesi preferivo rincorrere e fotografare. Intendo dire che ad esempio per Aprile e Maggio, che sono i mesi prediletti per le orchidee spontanee sarde, ho scelto invece le foto di alcuni uccelli. Così anche per i mesi autunnali: nonostante abbia trascorso gran parte del mio tempo a soddisfare la mia passione per la micologia, ho scelto solo una foto di un bellissimo fungo per il mese di Novembre.
Penso che alla fine però il risultato sia abbastanza dignitoso. 
Quello che però più mi importa è che tutti i mesi li ho trascorsi in mezzo alla natura o in posti dove la natura viene studiata, diffusa, difesa, amata. 
Auguro che anche questo 2019 sia così per me e per tutti i miei amici e le mie amiche che hanno le mie stesse passioni.





BENNARZU
Asio otus Linnaeus







FREARZU
Barlia robertiana (Loisel.) Greuter








MARTZU
Anacamptis papilionacea  subsp. grandiflora (Boiss.) Kreutz







ARBILE
Merops apiaster Linnaeus







MAJU
Anas platyrhynchos Linnaeus







LAMPADAS
Anacamptis pyramidalis (L.) Rich.







 TRIULAS 
Russula virescens (Schaeff.) Fr.








AUSTU 
Lilium martagon Linnaeus








CABUDANNI
Myocastor coypus Molina








SANTUAINE
Burhinus oedicnemus Linnaeus








SANT'ANDRIA
Gliophorus psittacinus (Schaeff, : Fr.) Herink







NADALE
Plegadis falcinellus Linnaeus





mercoledì 26 dicembre 2018

Orchis italica - Due nuove stazioni in Sardegna


Nell'ultimo numero della rivista del G.I.R.O.S. "Orchidee Spontanee d'Europa - EUROPEAN NATIVE ORCHIDS", abbiamo pubblicato la segnalazione di alcuni ritrovamenti nella scorsa primavera di due stazioni di Orchis Italica, che arricchiscono la biodiversità della nostra isola con esemplari di questa nuova importante specie.

Diversi amici mi hanno chiesto di avere una copia dell'articolo, eccovi accontentati. In più qui posso pubblicare anche foto extra che nella rivista non ci sono.



Queste sono le 6 pagine dell'articolo pubblicato









Ed eccovi un po di foto scattate la scorsa primavera di Orchis italica 












martedì 20 febbraio 2018

Al Alba - Luis Eduardo Aute




Al Alba è una canzone composta nel 1975 da Luis Eduardo Aute, è una canzone d'amore ma non è una canzone d'amore, è una canzone politica ma non è una canzone politica. E' una poesia d'amore, metafora di un tragico avvenimento di morte, dedicata a cinque giovani antifascisti spagnoli che si battevano con le loro organizzazioni contro il regime fascista del generalissimo Francisco Franco che vennero arrestati assieme a tantissimi altri oppositori, successivamente condannati a morte e fucilati la mattina del 27 settembre 1975.





Ho organizzato questo post nello stesso modo in cui ho organizzato altri post in questo blog i mesi e gli anni scorsi. Tento di spiegare l'avvenimento di cui parlo e ne descrivo la storia coi nomi dei vari interessati. In questo caso la cronaca storica degli accadimenti in Spagna e in Europa in quegli anni. Dopo una piccola biografia dell'autore e cantante (potete approfondire la sua conoscenza seguendo il link), pubblico il testo della canzone (in spagnolo) e la sua traduzione in italiano (spero abbastanza corretta)e alla fine la clip della canzone su YouTube. Per farla partire basta cliccarci sopra.


La garrota e i fucili per i giovani antifascisti

Spagna Settembre 1975, dopo 36 anni di dittatura, il regime franchista e agonizzante. Isolato dal resto del mondo. Fuori dall’Europa che dopo la sconfitta del nazi-fascismo, aveva creato le condizioni per la sua unità economica e politica.
Francisco Franco il “generalissimo” è l’ultimo rimasuglio dei dittatori fascisti, l’anno prima il 25 Aprile 1974 cadde in Portogallo il suo amico Salazar travolto dalla rivoluzione dei garofani attuata dai militari democratici che avevano come simbolo i garofani, appunto, infilati nelle canne dei fucili.
Qualche mese dopo in Grecia finì la dittatura dei colonelli.
Il regime autoritario spagnolo resisteva con una violentissima repressione, vietata la libertà di stampa, galera e morte per gli oppositori.
Il 2  Marzo del 1974 nel carcere di Barcellona venne giustiziato Salvador Puig Antich, un oppositore militante del MIL. Venne barbaramente ucciso con la garrota, un mostruoso strumento di morte usato quella volta per l’ultima volta.

Salvador Puig Antich

All’alba del 27 Settembre del 1975, altri cinque oppositori del regime, due baschi militanti dell’ETA (Euskadi Ta Askatasuna – in lingua basca “Paese basco e libertà”): Juan Paredes Manot “Txiqui” e Angel Oataegui Etxevarria e tre militanti dell’organizzazione antifascista armata FRAP: Ramón García Sanz, José Luis Sánchez Bravo e José Humberto Baena, 



vengono trascinati fuori dalle celle in cui erano detenuti per motivi principalmente politici, messi di fronte ai plotoni della guardia civil e fucilati senza nessuna pietà. A nulla servirono le proteste sollevate da tutte le nazioni civili: dal presidente messicano Echevarria, da Olof Palme primo ministro della Svezia, da Papa Paolo VI, dai governi europei. In risposta Franco comandò una concentrazione a Madrid in Plaza de Oriente e ripeté la solita litanìa dei regimi fascisti e autoritari “Tutte le proteste obbediscono alla cospirazione massonica e di sinistra colluse con la sovversione comunista terrorista”. Lo disse però con voce flebile, agonizzante. Meno di due mesi dopo, il 20 Novembre 1975, morì.
Nonostante il rigido controllo della polizia e della guardia civil, la costernazione, la rabbia e la tristezza erano il sentimento che in quei giorni pervadeva l’intera Spagna, assediata, isolata e condannata dal resto del mondo.



Alcuni giornali usciti dopo le fucilazioni














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Luis Eduardo Aute


Luis Eduardo Aute Gutiérrez-Répide (Manila, 13 settembre 1943) è un musicista, cantautore, regista, attore, scultore, scrittore, pittore e poeta. Sebbene sia principalmente noto come cantautore, si distingue anche come pittore e regista. Parla spagnolo, inglese, catalano, francese, italiano e tagalo (lingua parlata nelle Filippine dove è nato).






Per conoscerlo meglio: 



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Al Alba

Nel clima dei giorni che precedono le fucilazioni Luis Eduardo Aute scrive Al Alba, dedicata ai cinque condannati, scrive parole d’amore, una bellissima poesia le cui metafore avevano anche il compito di ingannare la censura particolarmente “attenta e vigile”. La canzone racconta dell’ultimo incontro tra un condannato: José Luis Sánchez Bravo e di sua moglie Silvia Carretero che era incinta da quattro mesi. Nella realtà in quell’incontro Silvia e José Luis decisero anche il nome da dare al bimbo che sarebbe nato: “Luis Ramón Humberto” i nomi cioè di loro tre del FRAP che stavano per essere giustiziati. Invece nacque una bambina che oggi tutti chiamano semplicemente Luisa come il babbo. La canzone venne registrata subito dalla cantante Rosa Leon e solo successivamente anche da Luis Eduardo Aute e diventò in brevissimo tempo la più cantata dal cantautore nei suoi concerti in Spagna e all'estero.


Al Alba


Si te dijera, amor mío,
que temo a la madrugada,
no sé qué estrellas son éstas
que hieren como amenazas
ni sé qué sangra la luna
al filo de su guadaña.

Presiento que tras la noche
vendrá la noche más larga,
quiero que no me abandones,
amor mío, al alba,
amor mío al alba
al alba, al alba
al alba, al alba...

Los hijos que no tuvimos
se esconden en las cloacas,
comen las últimas flores,
parece que adivinaran
que el día que se avecina
viene con hambre atrasada.

Presiento que tras la noche
vendrá la noche más larga,
quiero que no me abandones,
amor mío, al alba,
amor mío al alba
al alba, al alba
al alba, al alba...

Miles de buitres callados
van extendiendo sus alas,
no te destroza, amor mío,
esta silenciosa danza,
maldito baile de muertos,
pólvora de la mañana.

Presiento que tras la noche
vendrá la noche más larga,
quiero que no me abandones,
amor mío, al alba,
amor mío al alba
al alba, al alba
al alba, al alba...


All'Alba


Se ti dicessi, amore mio
che ho paura dell'alba
non so che stelle sono queste
che feriscono come minacce
né so cosa sanguina la luna
dal filo della sua falce.

Sento che dopo la notte
verrà la notte più lunga
voglio che mi non abbandoni
amore mio all'alba...

I figli che non abbiamo avuto
si nascondono nelle fogne
mangiano gli ultimi fiori
sembrano indovinare
che il giorno che si avvicina
arriva con fame arretrata.

Sento che dopo la notte
verrà la notte più lunga
voglio che non mi abbandoni
amore mio all'alba...

Migliaia di avvoltoi muti
vanno estendendo le ali,
non ti toglie il respiro, amore mio,
questa silenziosa danza
maledetto ballo di morti,
polvere (da sparo) del mattino.

Sento che dopo la notte
verrà la notte più lunga
voglio che non mi abbandoni
amore mio all'alba...





mercoledì 14 febbraio 2018

21 Orchidee Apocromatiche




Ho raggruppato in questo mio intervento alcune foto delle specie apocromatiche da me ritrovate in questi ultimi anni nella nostra isola. 

Si tratta di 42 fotografie riguardanti 21 tra specie, subspecie, varietà e ibridi delle nostre Orchidee spontanee.

Come sapete l’apocromia è la riduzione totale o parziale della colorazione delle piante. Il fenomeno è causato dall’inibizione della sintesi dei pigmenti colorati probabilmente a causa di patologie legate al patrimonio genetico.

Ciononostante, la bellezza delle Orchidee non viene scalfitta, anzi spesso il fenomeno rende i fiori ancora più belli e interessanti.


Per ingrandire le immagini cliccateci sopra

Anacamptis X bornemannii (A. longicornu X A, papilionacea)



Anacamptis X bornemannii (A. longicornu X A, papilionacea)



Anacamptis coriophora var. fragrans



Anacamptis coriophora var. fragrans



Anacamptis longicornu 



Anacamptis longicornu 



Anacamptis collina



Anacamptis collina



Anacamptis laxiflora



Anacamptis laxiflora



Ophrys holosericea subsp. chestermanii




Ophrys holosericea subsp. chestermanii




Ophrys holosericea subsp. annae



Ophrys holosericea subsp. annae



Ophrys holosericea subsp. annae

Ophrys bombyliflora



Ophrys iricolor subsp. eleonorae



Ophrys iricolor subsp. eleonorae



Ophrys lutea subsp. corsica



Ophrys lutea subsp. corsica



Ophrys speculum



Ophrys speculum



Ophrys tenthredinifera



Ophrys apifera



Ophrys apifera




Orchis mascula subsp. ichnusae


Orchis mascula subsp. ichnusae




Ophrys incubacea




Ophrys incubacea



Ophrys incubacea




Serapias parviflora




Serapias parviflora




Serapias nurrica



Serapias nurrica




Serapias lingua






Anacamptis piramidalis



Anacamptis piramidalis



Barlia robertiana



Barlia robertiana




Epipactis helleborine




Epipactis helleborine




Neottia nidus-avis