sabato 25 agosto 2012

I cronisti della stampa sarda e il “porcino reale”



“Nomina si nescis, perit et cognitio rerum”
Se non conosci il nome delle cose,
se ne perde anche la conoscenza.
 C. N. Linnaeus, Philosophia botanica (1751) 






Capita troppo spesso di incontrare nella stampa sarda articoli sui funghi che contengono informazioni grossolanamente errate sui nomi  dei funghi che inducono i lettori, che poi quasi sempre sono cercatori e consumatori,  a commettere errori.

Nella nostra Regione, ad esempio, da parte di molti cronisti dei quotidiani isolani c’è la consuetudine di pubblicare notizie di ritrovamenti di funghi di notevoli dimensioni e peso. Dalle foto che accompagnano gli articoli, si può desumere che spesso si tratta di basidiomiceti appartenenti al genere Boletus.

Nulla di male, anzi a molti di noi fa piacere vedere pubblicate notizie di questo genere piuttosto che altre di cronaca nera.

E allora qual è il problema? Beh il problema, se così lo possiamo definire è che a nostro parere tali cronisti sbagliano a dare tutte le volte al fungo ritrovato il nome di “porcino reale”.

Dalle foto che accompagnano gli articoli, tra l’altro non sempre chiare, ho potuto dedurre che questo fantomatico “porcino reale” è di volta in volta un fungo di specie differente appartenente alle sezione Edules del genere Boletus; mai ho visto negli articoli la foto dell’unico  basidioma  del  genere Boletus che abbia davvero attinenza con la parola “re” dalla quale deriva poi l’epiteto “reale”: tale fungo è Boletus regius che appartiene  alla sezione  Appendiculati  i cui funghi sono considerati dal punto di vista culinario (ma qui naturalmente la questione si fa del tutto soggettiva)  un gradino inferiori rispetto a quelli della  sezione Edules.

Dal momento che i Boletus della sezione Edules presenti in Sardegna sono tre (Boletus aereus,  Boletus aestivalis e Boletus edulis) credo che non sia così poi complicato o dispendioso per un cronista avere a disposizione un semplice e divulgativo testo sui funghi anche di tipo generalista, cosa che gli consentirebbe di dare al fungo in questione il giusto nome. E se proprio non può o non vuole spendere in libreria la modica cifra di 15 Euro per acquistare ad esempio “Tuttofunghi” testo di riferimento di A.M.I.N.T. (Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica), può sempre collegarsi gratis a uno dei molti siti micologici su internet e avere tutte le informazioni scientifiche del caso.

Tra l’altro questa consuetudine di chiamare i basidiomiceti del genere Boletus “porcino reale” sta portando a pericolose generalizzazioni. E’ successo anche a me di incontrare nel bosco un signore che mostrandomi la sua raccolta dentro una bustina di plastica, affermava di avere raccolto solo “porcini reali”: dentro la busta ho contato quattro differenti specie di Boletus tre delle quali tossiche o non commestibili.

Ecco che torna utile allora le citazione di Carl Nilsson Linnaeus  che ho messo all’inizio di queste righe. Chi se non il giornalista, sia esso della carta stampata o di altro tipo di mezzo di comunicazione, può avere un ruolo anche didattico: quello di far conoscere un elemento della natura a cominciare dal nome corretto. Tale nome non può che essere il binomio scientifico inventato da Linneo, appunto,  col nome del genere e in sequenza quello della specie.


Ecco gli esemplari delle specie trattate:



Boletus  aereus


Boletus edulis





 Boletus aestivalis




Boletus regius

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