venerdì 10 agosto 2012

Tartufi sardi, questi sconosciuti

Vi sarà successo come è successo a me di sentire certe persone molto intelligenti e molto bene informate, che di fronte ad un interlocutore che parlava di cose inverosimili se non palesemente inesistenti , se ne uscivano con la frase ”si, come i tartufi sardi”, facendo comprendere all’interlocutore che  i  tartufi  sardi sono un miraggio, una cosa che non esiste.

Mi è altresì capitato di sentire in  Tv, in una seguitissima trasmissione di telequiz una simpatica e sveglia signora nostra conterranea, che affermava con assoluta sicurezza che in Sardegna i tartufi non nascevano.

Non credo che bisogna essere degli esperti  biologi per fare dei ragionamenti che ci aiutino ad evitare di fare sull’argomento affermazioni  errate con la presunzione di essere nel giusto. Se ragioniamo ad esempio sull’habitat dei tartufi “continentali” ci possiamo tranquillamente rendere conto che lo stesso habitat lo troviamo in estese zone dell’isola. Stessa vegetazione, stesso clima, spesso anche stessa piovosità. Quindi se ci sono le stesse condizioni uno può ragionare sul fatto che possono nascere anche le stesse specie naturali.
In effetti è così, anzi è anche meglio. In Sardegna nascono tutte o quasi, le specie di tartufo che nascono in Europa. Concentrate in un’unica regione e per quanto riguarda le specie commestibili, con il pregio di avere profumi e gusto eccezionali.

Ma cosa sono i tartufi?
Sono funghi  ascomiceti del genere Tuber. Il loro intenso profumo è dovuto al sistema che hanno scelto per perpetuare la loro riproduzione. Infatti, mentre i funghi che nascono sopra terra (epigei), disperdono le spore nel  terreno grazie all’azione del vento e della pioggia, quelli che nascono sotto terra (ipogei), devono trovare qualcuno che lo faccia per loro. Quando le spore sono mature, sprigionano un forte odore che attira insetti e mammiferi che cibandosi del tartufo provvedono alla dispersione delle spore.

Ecco, il forte odore assieme alle quasi sempre ottime qualità organolettiche, hanno fatto la fortuna culinaria di questo fungo.
Aggiungiamoci anche qualcos’altro: si dice che tartufi svolgano un forte stimolo afrodisiaco. Questa convinzione viene da lontano, la sua origine risale al filosofo greco Plutarco di Cheronea, che spiegava  che i tartufi traevano origine da un fulmine scagliato da Giove, padre di tutti gli Dèi,  nelle vicinanze di una quercia. Ne consegue che dal momento che Giove era noto per la sua prodigiosa attività sessuale, una sua creazione: il tartufo, doveva per forza avere eccezionali qualità afrodisiache.

Bene, sommiamole queste qualità: il forte odore,  l’eccezionale gusto, la valenza afrodisiaca. In questo modo ci possiamo rendere conto del perché tutti gli anni il magnate cinese Stanley Ho, è disposto a spendere per un unico fungo, somme che vanno dai 200 ai 300 mila dollari.


Tuber melanosporum del Sarcidano




Tuber aestivum dell'Ogliastra

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